Batte la lavandaia
Il suo lindo bucato,
Lo batte con pazienza,
Lo ha molto lavorato,
Continua con passione
Codesto suo operare,
Continua per il fatto
Ch'abbisogna di mangiare,
Passa di là un poeta,
E vede il lustro panno,
Dice alla lavandaia:
- Io certo non m'inganno,
Più poeti ci sono
In Italia che lavandaie,
Così uniam le sorti,
Per lasciar parche grondaie,
Io vedo che ancor sbatti
Quel panno ben lavato,
Che davvero a me sembra
Un foglio di bucato,
E' certo un foglio bianco,
Ove scriver si può,
Sarò scarso poeta,
Ma questa idea ti do,
Scriviamo su quel panno
Qualche mia invenzione,
Magari pagheranno,
Per attrarre l'attenzione. -
Così qualche poeta
Rimase pur per strada,
Ma molti ora sanno,
La storia come vada,
Poeti e lavandaie
Hanno unito certe idee,
Ed hanno poi creato
Certe frasi euripidee
Che ancora oggi stanno,
Udite, ben si oda,
Su molte maglie e panni,
E crearono una moda.
domenica 29 luglio 2007
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