Aghi aguzzi
Che vorticando
Nella spirale
Infinita,
Pungono frangenti
Attimi di nulla.
Attraversando
La strada,
Su un metallico
Bisonte,
Trema leggermente
Il carico ben trattenuto.
Spilli d'acciaio,
Che roteano
Senza esser visti,
Preparando il prossimo
Agguato.
E intanto ripenso
Alla Sibilla Cumana,
Alle sue foglie sparse,
Irrecuperate dagli
Abissi del tempo,
Annotate dagli Angeli.
Alle colonne doriche
Crollate,
Non spilli allora,
Ma ombre mortali
Di meridiane
Immo-mobili.
Schivo il prossimo
Dèmone,
Ruggisce rombando,
Il rosso occhio
Di un Triocolo
Evidenzia il mio errore.
Ma penso
Alle vette notturne
Percorse dai venti,
Ora tacite,
Un tempo percorse
Da Annibale,
E il rosso
Delle torce,
I barriti degli
Elefanti,
Dove sono ora
Quelle zanne d'avorio ?
Predato
Da un verme
Metallico
Che si muove
Su rotaie,
Tremo al passaggio!
Carovane
Di mercanti
Si snodano
Su lunghe file,
Trema la terra
Sotto zoccoli e ruote.
Ma aghi aguzzi
Vorticano nella
Spirale infinita,
Anch'io cadrò vittima
Del loro agguato.
martedì 31 luglio 2007
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