Un po' alla volta cresce il ramicello,
Cresce sopra un ruscello,
E dal tronco si sporge lentamente,
E' d'ogni forza assente,
Mette un po' alla volta le prime foglie,
Perché all'improvviso vita coglie,
Si forma con pazienza,
E non rimane d'alimento senza;
Radice saggia terra con acume,
La rende nutrimento,
Ch'essa gli invia col radiante lume,
Non c'è forse spavento;
Sul tronco vive lieto,
S'agita un poco ma è sereno e quieto.
Ma poi vien con brutalità strappato,
Nel rivo vien scagliato,
E con un tuffo va in acqua corrente,
Il muoversi è fluente,
Si mostran le vie calme e mansuete,
Ma già all'inizio è preso in una rete,
Tenace essa l'afferra,
Sempre lo seguirà lontan da terra.
Poi lentamente avanza,
Lo guidan sempre l'acque delicate,
E i primi scogli scansa,
Ché alcune rocce già son affiorate,
Vorrebbe un suo percorso,
Ma dell'acque dovrà seguire il corso.
Più lontano è ormai giunto il travicello,
Ché abbandonò il ruscello,
Colpisce irti sassi e acuminati,
Nel fiume son stagliati,
I suoi urti fan gran rumore e chiasso,
Costantemente gli è sbarrato il passo,
Ruggiscon le correnti,
Le bianche spume danno acuti accenti,
Si scheggia e graffia il legno,
Mentre perde il suo cesellato aspetto,
Non ha più alcun sostegno,
Perché di sicurezza è in difetto,
Fa per precipitare,
E lo vediamo scomparire in mare.
Più non so raccontare,
Forse da lui son nati altri rami,
O è scomparso in posti più lontani,
Nessuno può saperlo;
Io l'ho perso e non posso più vederlo.
mercoledì 25 luglio 2007
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