giovedì 19 luglio 2007

Poesia semplice

Canzone io ti mando alla ventura,
Ma non aver paura,
Anzi raccogli in te i miei desideri,
Che son semplici e seri,
E quel che vorrei dal mio futuro,
Che mi par sempre più nebbioso e oscuro,
Non v'è strada sicura,
E sembra sia il percorso incerto,
Ché mille insidie esso mi ha scoperto,
Qui ci vuole accortezza:
Il povero viandante pur si attrezza,
Ma per strada consuma i suoi strumenti,
E li disperde ai venti.


Vorrei solo una povera pensione,
E' invero altra illusione,
Che mi lasciasse scrivere sereno,
Ho tante cose in meno,
Per insegnar cose una laurea,
Diventerebbe la vita aurea,
Piena d'animazione,
Ma anche un po' di tempo con gli amici,
Per chiacchierare e fumare felici,
Non ho nulla di questo:
Di quanto vuoi rimane solo il resto,
Il tempo ai tuoi bisogni non arride,
La strada si divide.


Per me anche vorrei una famiglia,
Con moglie, figlio o figlia,
Oppure tanti fratelli e sorelle,
Di casa son le stelle,
Insomma gente che mi aspetta ansiosa,
Perché al mondo non v'é più bella cosa,
E' grande meraviglia
Felici renderli senza mai sosta,
Pensier che dà allegria e nulla costa,
Ma andò diversamente:
Ch'anche di questo non ottenni niente,
Ma facile mi fu restar da solo,
Nel pindarico volo.

Così gioia s'accosta:
Tu costruisci fra lamenti e guai,
Ma quanto sogni non s'avvera mai.

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