venerdì 20 luglio 2007

La strega solitaria

S'erge la strega sopra la collina,
E' radiosa mattina,
Mormora una preghiera alla luna,
Mentre traccia una runa,
Pone le braccia in croce,
Come apprese dai riti rosacroce,
Nella man destra porta il suo bastone,
Ed al collo una gemma in un castone,
Nella sinistra sibila un serpente,
E' quello il suo inserviente,
Vestita è d'una tunica argentata,
La sua cinta ha una fibbia cesellata,
Poi in senso orario va la sua andatura,
Pel culto di Natura,
Si ferma e torna a declamar parole,
Come chi prega suole:


- Voi Angeli ch'alta regione vuole
Vicini alla Dèa,
Perché i fiori nei boschi e nelle aiuole,
Che furon la sua idea,
Vogliate far crescere,
Io spero non vi venga a rincrescere,
Ch'in questo giorno vi chiami e vi evòchi,
Perché purifichiate i santi fuochi,
Infatti oggi è la festa di Beltane,
S'aprono le fontane,
Che il Dio dall'alto cielo fa cadere,
Lui, cacciator lanciere,
Perché crescan ricchi i campi di grano,
E il verde melograno,


Cose da accarezzare con la mano,
Perché segni d'amore,
Ché nulla mai Natura ha fatto invano,
Ma piena di colore,
Si sveglia in primavera,
Si mostra in veste colorata e vera,
Con gentilezza mostra a noi i suoi frutti,
Che siano aspri e belli, o dolci e brutti,
Che abbian buccia dura oppure molle;
Si apron le corolle,
Alza l'ape il delicato calice,
Sotto un vecchio salice. -
Accende i fuochi così declamando,
Nell'atto or sta pregando.


Vengono volentieri al suo comando,
Gli Angeli chiamati,
Tra i numerosi fuochi sta passando,
Poc'anzi li ha levàti,
Poi offrendo libagioni lei ringrazia
Gli Dèi tutti della loro grazia,
Quindi con un saluto s'allontana,
Finisce qui la liturgìa silvana.

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