Mi capita,
Alle volte,
Di viaggiare in posti
Lontani,
Strani,
Beccheggia l'urto
Della mente,
Col niente.
Mi capita
Di sentire
Come un fruscìo
Di velluto,
Intessuto
D'arabeschi misteriosi,
Colorati,
Dinientati.
Mi capita
Di vaneggiare
Uno spicchio di onde,
Profonde sì,
Ma verso l'alto,
Per poi ricadere,
Disperdersi,
Affondare.
Mi capita
Di non vedere
Più
Quanto ho intorno,
Ritorno
Ad un attimo,
Forse un'ora,
Forse un giorno,
E lì soggiorno
Almeno un po',
Perché mi capita
Di non esser presente,
Giacente,
Tra lapislazzuli
Blu
Su persiane
Veneziane,
Mi capita
Di percorrere
Le nuvole,
Come in favole,
Arrampicandomi
Sopra di esse,
Senza fatica,
Come su mollica.
Mi capita
Poi sempre
Di svegliarmi,
Alzarmi
Dal letto,
Ma dal cielo blu
Scendere giù.
sabato 28 luglio 2007
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