A te che su quella panchina siedi,
A te che sei assorta e non mi vedi,
Vorrei dedicar questo poemetto,
Mentre come in un sogno qui t'aspetto,
Eppur neanche ch'io esista credi,
Mentre tra i tuoi pensieri vai e riedi,
Ed io la solinga vita accetto,
Ché mai verrai con me sotto il mio tetto.
Distano pochi metri le panchine,
Ma mi sembran distanze senza fine;
Che cosa m'impedisce di parlarti,
Per riuscire in futuro ad abbracciarti ?
Te che potresti rendermi felice,
D'un pomeriggio Musa ispiratrice.
mercoledì 18 luglio 2007
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