Calmo è il mare e la spiaggia si avvicina,
In questa arroventata e aspra mattina,
Noi siamo in tanti qui sulla scialuppa,
Al caldo, col sudore che c'inzuppa,
Racchiusi quasi senza aver riparo,
Vicini alla distanza di uno sparo,
Tra tutti gli escrementi,
Di chi non sa solo stringere i denti,
Ma trema per il terrore e si strugge,
Pur rimane e non fugge,
Perché lontano è da quella casa,
Da cui la mente è invasa;
Così muoviamo immersi nell'afròre,
Che nasce dal gran caldo e dal terrore.
Scorgo alte le fortificazioni,
I bunker e le dure costruzioni,
Son dietro a un territorio recintato
Da duro ed ispido filo spinato,
Si alzan delle croci,
Allestite per degli scopi atroci,
Rallentare il bersaglio,
Per poi colpirlo col rovente maglio,
Che viene da una raffica a distanza,
Che costringe nell'immobile stanza,
Che fa dell'uomo un carneo simulacro,
In seguito ad ignobile massacro,
Così mentre un po' più ci avviciniamo,
Ancora maggiormente noi tremiamo.
Così tocca la terra e poi si alza
La scialuppa, e la battaglia incalza,
Si cala lo sportello della barca,
E la paura ogni schiena inarca,
Così come scendiamo son già tuoni
Di bombe a mano e scoppi di cannoni,
Ruggisce la mitraglia,
E corpi, e sangue, e lacrime sparpaglia,
Urlando corre il medico da campo,
Dove non c'è più scampo,
Si agita tra i morti e tra i feriti,
Di loro molto pochi son guariti,
Così che fan pensare a quanto vale
L'uomo, se escogita 'sì tanto male.
Ma questo scritto è sopra la mia tomba,
Ché d'Angeli allo squillo della tromba,
Finii con un buco nella pancia,
Dopo aver fatto pochi passi in Francia,
Ma con coraggio fu vinta la guerra,
E libera fu l'europea terra.
martedì 7 agosto 2007
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento