lunedì 6 agosto 2007

Sconclusionato delirio

Mettersi alla finestra ad aspettare
Un che, che non arriva, non arriva,
Un qualcosa che tarda...ad arrivare,
Mentre quell'albero lì, quello laggiù,
Mi prende in giro con l'indifferenza,
Lui che nulla sa della sofferenza
( Oppure lo sa e non lo vuole dire ),
Ma non sceglierà di farsi poeta;
Scagliarsi poi sul PC e scrivere
( Ma PC fa una sillaba o son due? )
Tentar di scrivere poesie moderne,
O di capire una poesia moderna,
Ma che cos'è una poesia moderna?
So solo che il cervello si squinterna,
Si svalvola, si spreme, si squaderna,
E intanto il che ancora non arriva,
Sarà forse già andato alla deriva;
Ma cos'è questo " che " che tanto cerco?
Forse è una congiunzione congiuntiva,
Ma allora perchè tutto l'affannarsi
Per una congiunzione congiuntiva?
O quel Messaggio dell'Imperatore,
Che sopra lustra e decorata carta,
Reca impresso un " che " in caratteri d'oro?
Sarebbe proprio un ricco tesoro!
Attendere senz'aspettarsi altro,
Per un " che " vergato in lettere d'oro.
Può capitare di scrivere su un " che "...
Come si porta a capo il verbo " PC "?
E poi la destrutturalizzazione
Del linguaggio, ma di cosa si tratta?
Deve essere destrutturalizzato
E spezzettato per forza, il linguaggio?
Io al posto suo mi sentirei un po' male;
Comunque è meglio mettere una fine
A questo sconclusionato delirio.
( A rotolar nel letto son riuscito
Benissimo, a dormire invece no ).


P.S. Son persone che soffrono, i poeti,
Come gli altri, certo, come gli altri,
Ma loro si tormentano a scriverlo.

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