domenica 12 agosto 2007

Poesia disordinata

Questa poesia non sarà ordinata,
Né, quasi, rimata,
Sarà invece una poesia scomposta
E disordinata,
Lo faccio apposta,
Perchè voglio scrivere
Quel che più mi va,
E sfogarmi.

La notte fumo sul balcone,
Perché voglio bene ai miei,
E non voglio più fargli respirare
Il fumo passivo,
Se lo faccio mi sento cattivo;
Così fumo fuori,
Fumo tanto io e non dovrei,
Fumo proprio tanto tanto,
Fumo perché è il mio modo di piangere,
Così vado in balcone e piango.


Perciò m'incuriosisce
Quando mi consigliano:
- Smetti di fumare. -
Perché sarebbe
Come dirmi:
- Smetti di piangere. -
Ma come si fa
A smettere di piangere?
Specialmente quando
Non sai, esattamente, perché piangi.


Così, non ditemi:
- Smetti di fumare. -
Perché magari poi ci provo,
Ma non ce la posso fare.


Oggi non ci sono stelle,
E il cielo è terso,
Perché piango non so,
Forse perché mi sento di troppo
Nel mondo,
Un peso in più che non sa
Perché c'é,
Forse per motivi che non conosco,
Comunque mi fanno compagnia
Tante luci
Artificiali, che spezzano
Il buio della notte.


E' pieno qui
Di lampioni,
Che guardano per terra,
E mandan luce al cielo,
Lucciole finte imprigionate
In una gabbia di vetro,
O forse piccole stelline,
Che son come le vedi,
Non so, ma continuo a fumare,
Mentre i lumini
Si riflettono sulle
Mie lacrime,
Che non ci sono.

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