sabato 11 agosto 2007

Canto alla Stella Polare

Stella che brilli nella nebbia,
Stella che brilli nella notte, e rimani
Su nel cielo, perla dell'oscurità,
Gioiello che di giorno se ne va,
Ma che presta una guida al navigante,
Che si sposta sull'onde del mare.


Stella che impedisci il naufragare,
Ti rifletti negli specchi equorei,
Mentre io dalla mia barca di legno,
Più volte ricadendo la pagaia,
Il tuo disegno infrango, e così muovo
Verso la mia destinazione.


Ma sempre il tuo aspetto
Si ricompone nelle acque
Che spezzate ancor si ricongiungono,
Ed io poso il mio sguardo in basso
E poi in alto, e vedo ancora disegnate
Le tue figure di rifrazioni piene.


Ma una di esse è solo un'illusione,
Mentre l'altra, pur vera, è lontana,
Così delle due una non è sincera,
E l'altra non è alla mia portata,
Così verso di te porto la mano,
Ma nel palmo nulla mi rimane.


Pur avanzo, e con grandi fatiche,
Con il remo spezzo l'acque antiche,
Tu mi guidi, dal tuo luogo in alto,
Immobile mi guardi e non sorridi,
Stella la cui luce è buona e poca,
Stella che ti fai sempre più fioca.

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