sabato 11 agosto 2007

Il treno nero dalle sbarre bianche

Il treno nero dalle bianche sbarre
Arriva tra la nebbia ed il vapore,
Ovunque sia il momento pronto accorre,
Si muove piano e non fa rumore,
E' mosso dalla sua locomotiva,
Di pilota essa è priva,
Che lo muove con agghiacciante fischio,
A decorarla è un teschio,
La griglia in basso è la sua dentatura,
Non porta ammaccatura,
Essa non abbisogna di carbone,
Le epoche a dar forza sono buone,
Il treno non è mai ritardatario,
Sempre giunge in orario.


Ma i finestrini suoi sono incrostati
Dalle nebbie dei giorni,
Ed i vagoni suoi sono accostati
Da frammenti d'eterno disadorni,
Essi che sembrano non finire mai,
Nella lor fila d'assai freddi acciai,
E nello spazio portano persone,
Che furono malvagie o forse buone,
Ma è breve il viaggio per la gente bella,
Che presto esce dal treno e fa una stella,
Molto più lungo è per gli altri il viaggio,
E' questo un fatto saggio,
Perché in ciò consiste la punizione,
E forse n'avran purificazione.


Ma ogni giorno c'è un nuovo vagone,
Che si ritrova fermo alla stazione,
Esso non porta mai sedile alcuno,
Non si siede nessuno,
Ché tutti in quella molto ampia stanza,
Ballan gli ultimi passi d'una danza,
Che parte molto lenta,
A poco a poco rapida diventa,
Per dopo molti anni poi tornare,
A causa di stanchezza, a rallentare,
Anche gli ultimi tempi,
Pur di dare alla noia contrattempi,
A danzar si continua,
S'attacca il carro al treno che s'insinua.


Così sempre percorre il mondo il treno,
Che non conosce freno,
Ma ovunque è di passaggio,
E anche chi non vuol costringe al viaggio,
Poi si allontana e muove,
E ognuno che rimane allor commuove.

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