mercoledì 22 agosto 2007

Storia di un amore inglese tra i due secoli

Ti ricordi quel tempo ormai lontano?
Cominciammo tenendoci per mano,
E poi, nascosti a tutti, il primo bacio,
Quel giorno ci abbracciammo tanto adagio,
E sul Tamigi le corse in carrozza,
Che sopra sassi e buche assai singhiozza,
Le cene che consumavamo insieme,
Discorsi di paura e poca speme,
Davanti a ciotole di foggia indiana,
Piene di chow mien soup e altre delizie,
Delle colonie 'sì tante primizie,
E poi la cioccolata americana,
Ripassavamo assieme il tuo francese;
Perchè volevi tanto esser cortese,
E poi felici tornavamo a casa,
Ti salutavo sotto la cimasa.


La morte di Francesco Ferdinando,
S'ebbe mentre da te stavo tornando,
Di Gavrilo Princip fu l'attentato,
Che l'intero mondo ha terrorizzato,
E noi fummo coinvolti dall'evento,
Finché da te mi portò via il vento,
La Manica dovetti attraversare,
Lasciandoti dolente a lacrimare,
Le navi mi portaron presto in Francia,
Un elmo copriva la mia guancia,
Non più vesti civili ero in divisa,
Che m'era a un tempo dolce a un tempo invisa,
La tua foto portai nel portafogli:
Un fiore tra quei paesaggi spogli,
Mostravi in essa un tenero sorriso,
Eri bella d'aspetto,e dolce in viso.


Quante ne vedemmo passar di mode,
Ché tutte quante il tempo le corrode,
Da quegli alti cappelli con la frutta,
Alle falde che t'ombreggiavan tutta,
Ma fu semplice la fotografia,
Con cui tornai, ma tardi, a casa mia,
E fu essa, certamente, il talismano,
Che mi permise di arrivare sano,
Ma mi sentivo tanto in ansia ché
Volli al più presto rivedere te,
Oh gioia! Reincontrarti, riabbracciarti,
Ch'all'attesa sapesti abituarti;
Avemmo poi la gioia d'un bambino,
Nella vecchiaia conforto vicino:
Un figlio, ma che fosse anche un sostegno,
Per quando l'ossa fossero di legno.


Ma intanto altre armate minacciose
S'affacciavan sul mondo bellicose,
Si riempiva il pianeta di terrore,
All'appressarsi d'un nuovo furore,
Intanto il nostro buon figlio cresceva,
Dall'amore circondato viveva,
Studiava e lavorava senza posa,
E intanto già pensava alla sua sposa,
Ebbe sempre per noi motto gentile,
Era tanto coraggioso, e mai vile,
Finché alle armi un giorno fu chiamato,
E così venne da noi separato,
Restammo poi sotto i bombardamenti,
Insieme stretti, noi tutti tremanti,
Ma la nuova ci fe' mancar la terra,
Di quell'unico figlio perso in guerra.


Così ora noi due, siam ancora soli
Nell'amor che conobbe tanti voli,
Tanti baratri, tanti precipizi,
Passato tra le guerre e gli armistizi,
Finito quasi ormai degli anni il conto,
Andiamo sul viale del tramonto.

Nessun commento: